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17 dicembre 2008

Precarietà - citazioni sulla precarietà

"...Era lì con lo stato d'animo dell'ultima foglia su un ramo, a novembre e in un mattino di vento".

(Tullio Avoledo - "L'ultimo giorno felice")

16 dicembre 2008

Segnali corporei

"Un antropologo avrebbe potuto svolgere un'analisi sociale da quello scambio di complimenti e segnali corporei che coprivano tutto lo spazio più basso dei rapporti interpersonali, dall'adulazione al corteggiamento fino a qualcosa che equivaleva alla leccata di culo dei primati, un rituale di sottomissione."



(Tullio Avoledo - "L'ultimo giorno felice")

15 dicembre 2008

Pensati col culo

"Era una di quelle cose che gli ricordavano una sua vecchia idea: la linea di prodotti 'Pensati col culo'.
Gli era venuta in mente quando una catena di supermercati aveva lanciato una campagna basata sullo slogan 'Pensati col cuore'.

'Pensati col culo' era lo slogan con cui Francesco identificava ogni prodotto che per un motivo o per l'altro lo deludesse: il lettore di DVD che si impiantava su un disco. Il finestrino dell'auto che scendeva a scatti. Il cellulare che non prendeva campo nel centro di Milano."

(Tullio Avoledo - "L'ultimo giorno felice")

14 dicembre 2008

I nomi

"Papi, perché mi chiamo Matteo?"

"Perché?"

"E' un nome strano."

"E chi lo dice che è strano?"

"Zoltan. E Bashir."

"Tu digli che Bashir e Zoltan sono nomi strani. Anzi, digli che non esistono nomi strani. Che il tuo, comunque, non è un nome strano."

"Sì, ma perchè mi chiamo Matteo?"

"Ti chiami Matteo perché così si chiamava tuo nonno. Il papà della mamma."

...

"Non lo ricordo il nonno."

"Non lo ricordi perché non l'hai mai conosciuto. E' morto prima che tu nascessi."

"Ah. Allora è così che funziona?" Quando in una famiglia muore un grande si libera il nome, così potete darlo a un bambino."

(Tullio Avoledo - "L'ultimo giorno felice")